Clone High – Quando l’India rese il mondo un posto peggiore

Prima di qualche mese fa, non è improbabile che pochi tra quelli che stanno leggendo avessero sentito parlare di Clone High. Si tratta di una serie animata di inizio anni 2000, cancellata infaustamente dopo una singola stagione a causa dei bassi ascolti e di una particolare controversia a essa legata che era insorta.

Allora, vi chiederete, come mai si è tornati a parlare di questo show da qualche mese a questa parte? Al di là dei meme da esso derivati, che sicuramente vi sarà capitato di incontrare almeno qualche volta nel corso della vita.
Beh, la ragione è semplice: nel luglio del 2020, a distanza di circa 18 anni dalla sua prima messa in onda (e a 17 dalle sua tragica cancellazione), è stato annunciato nientemeno che un reboot di Clone High è in lavorazione.

Frame della sigla che mostra i principali personaggi della serie.

Perché questa dovrebbe essere una buona notizia per l’umanità tutta, piuttosto che per i soli fan originali della serie che non hanno avuto modo di ottenere una continuazione? E perché, nel titolo dell’articolo, dico che l’India è responsabile di avere reso il mondo un posto peggiore (o quantomeno, più triste)?
Tutte le risposte tra poco.

La trama di Clone High

La premessa dello show è che alcuni dei più importanti personaggi storici del lontano e vicino passato (Abraham Lincoln, Cleopatra, Giovanna d’Arco, Giulio Cesare, Gandhi, John Fitzgerald Kennedy e molti altri) siano stati clonati a causa di un esperimento dell’esercito statunitense, e che adesso vivano in una immaginaria cittadina statunitense in qualità di teenager (tutti i protagonisti hanno 16 anni), facendo ciò che normali adolescenti farebbero: andare a scuola, farsi degli amici, uscire insieme, innamorarsi, eccetera eccetera.

I cloni adolescenti in un momento di quotidiana vita scolastica.

C’è un accenno di trama orizzontale qua e là (riguardante alti ufficiali dell’esercito che vorrebbero usare i cloni come soldati), ma perlopiù lo show è un guazzabuglio di situazioni da teen drama, parodia di serie tv per ragazzi come Dawson Creek e Beverly Hills, 90210. Eventi a metà tra l’ordinario e il sopra le righe accadono continuamente nella cittadina immaginaria di Exclamation, e i cloni si trovano ad affrontare ogni genere di impicci e turbe adolescenziali e non (dalle prime cotte alle rivalità, dall’uso di droghe al dover gestire il lutto). Il tutto mischiato con una sana politica dell’assurdo che permea ogni personaggio, evento e dialogo.

L’umorismo e i personaggi di Clone High

A quasi vent’anni dalla sua messa in onda, se c’è qualcosa per cui Clone High è solennemente ricordato dai suoi fan – che siano tanto della prima ora quanto che lo abbiano scoperto nel periodo successivo – è la sua comicità.

Letteralmente ogni episodio è un unico, grande e continuo meme. Numerose citazioni dallo show sono ancora oggi conosciute e diffuse per Internet. Tra le più famose: “I like your funny words, magic man” (“Mi piacciono le tue buffe parole, uomo magico”), pronunciata dal clone di JFK; “Say WHAAAAT” (un’espressione di sorpresa che starebbe più o meno per “Che cosa?” o “Ripeti un po’”), del clone di Gandhi; “Nothing bad ever happens to the Kennedys!” (“Non succede mai nulla di male ai Kennedy!”), di nuovo del clone di Fitzgerald Kennedy. Soprattutto quest’ultima è assurta a grande popolarità sulla piattaforma TikTok.

Scena della serie con protagonista il clone di JFK, divenuta qualche mese fa un meme su TikTok.

L’umorismo veloce (ma pure più lento e “costruito”, all’occorrenza), frizzante, non invecchiato nemmeno di un secondo rispetto al tempo della sua messa in onda, è in grado di avvicinare tanto la generazione di allora quanto quella attuale, anche per via del suo stile non dissimile dalla comicità spesso un po’ demenziale diffusa in alcuni spazi del web, soprattutto per mezzo dell’animazione autoprodotta.

Oltre ai dialoghi in sé, comunque una parte estremamente importante grazie alla loro ottima scrittura, a fare presa sul pubblico sono soprattutto i personaggi di Clone High. Tutti così sopra le righe come il mondo che li ospita, ognuno con le proprie particolarità, stranezze, bizzarrie e leitmotiv, elementi che a volte rendono spassose le loro parabole anche quando stanno semplicemente compiendo o dicendo cose del tutto ordinarie (tra i marchi di fabbrica dello show è ad esempio la parlata del clone di JFK, uno spiccato accento del New England, simile a quello del vero Kennedy, ma esagerato oltre ogni misura fino all’assurdo).

Personalità che fanno affezionare, nonostante la natura parodica dello show, persino più rispetto a quello che sarebbe il caso se il prodotto si prendesse sul serio. L’uso di cloni adolescenti di numerosi personaggi storici che interagiscono tra di loro permette di avere una grande varietà di eventi e situazioni, e il fatto che nella quasi totalità dei casi i suddetti cloni siano praticamente il contrario a livello di personalità dei rispettivi “padri” – o quantomeno, fortemente distanti da quello che è l’immaginario collettivo che abbiamo di essi – è una forte componente di ilarità su cui si gioca spesso e volentieri.

I motivi della cancellazione di Clone High

Tristemente, però, questa libertà presa dagli autori nella rappresentazione di persone realmente vissute, in particolare se sono tutt’oggi particolarmente apprezzate, è stata la causa principale della prematura dipartita della serie.

In Clone High, infatti, Gandhi (o meglio, casomai non fosse chiaro, un suo clone nato e cresciuto in un contesto totalmente diverso) è uno dei personaggi principali. Grande amico di Lincoln, è una delle principali spalle comiche: per via dell’eredità del vero Gandhi che si è dovuto portare sulle spalle per tutta la vita, ha finito per essere schiacciato da tanta pressione ed è divenuto una sorta di “animale da festa”, estroverso, inopportuno, un po’ pervertito, iperattivo, con un diagnosticato disturbo da deficit dell’attenzione.

Non è da stupirsi che sia stato uno dei personaggi più controversi sin dall’inizio della sua messa in onda. Questo nonostante il fatto che non sia il solo clone basato su una persona di recente memoria e apprezzata dai più che lo show prende amorevolmente in giro: basti guardare il già più volte citato JFK, clone di uno dei presidenti americani più amati nella storia della nazione, nonché tragicamente assassinato, e che nonostante ciò è rappresentato come un mezzo bullo dalla testa vuota, narcisista, donnaiolo, amante dei doppisensi a sfondo sessuale (tutt’altro che impliciti) ed egocentrico. Tutti elementi che lo rendono uno dei personaggi più amati, ricordati e citati dello show.

Nel caso di Gandhi, però, il modo in cui venne raffigurato destò scalpore in India, in particolare in seguito alla messa in onda di una puntata in cui il clone di Gandhi veniva malmenato da quello di JFK. Nell’anniversario della morte di Mahatma, il 23 gennaio 2003, 150 manifestanti (tra cui il pro-nipote di Gandhi) si ritrovarono a Nuova Dehli a protestare davanti all’ufficio locale di Viacom (azienda proprietaria di MTV, l’emittente di Clone High). Bloccarono ingressi e uscite e minacciarono che, in caso la serie avesse continuato ad andare in onda, avrebbero fatto il possibile per revocare la licenza di trasmissione del network in India (e considerando che tra i manifestanti c’erano anche membri del Parlamento, è possibile che la richiesta sarebbe stata quantomeno proposta).

I creatori dello show cercarono di mettere sul banco delle alternative, tra cui il rimuovere di peso il personaggio di Gandhi, oppure rivelare che per tutto il tempo era stato nient’altro che un clone di Gary Coleman (l’attore che da bambino fu protagonista della celebre serie Hey, Arnold!). Sfortunatamente, Clone High non registrava di base una grandissima audience nemmeno tra il pubblico americano, quindi MTV e Viacom non erano particolarmente legati allo show in primo luogo.

Fu così che, dopo una sola stagione di 13 episodi, la serie venne incerimoniosamente cancellata.
Una triste pagina del politicamente corretto. La storia, una tra le tante, di quando un’azienda si sentì forzata all’azione da parte di un gruppo di insulsi facinorosi senza arte né parte, privi del sale in zucca di distinguere la finzione dalla realtà e incapaci di accettare un minimo di satira.

L’eredità di Clone High e l’annuncio del reboot

Negli anni successivi, la serie non fu però mai davvero dimenticata. Crebbe una sorta di culto attorno ad essa, ai suoi personaggi, alle sue vicissitudini, alle sue battute. Complice anche il fatto che nemmeno i suoi autori la lasciarono mai davvero “andare”: più volte, nel corso di questi diciassette anni, i creatori Phil Lord, Christopher Miller e Bill Lawrence hanno espresso il desiderio, con tono quasi scherzoso ma neanche troppo, di potere un giorno “resuscitare” Clone High.

Anche mentre lavoravano ad altri progetti, il loro pensiero tornava sempre, almeno in parte, a quell’incompiuto show e ai suoi personaggi, che avevano ancora così tanto da dire. Ad esempio, un riferimento a Clone High si può trovare sotto forma di cartellone pubblicitario in background nel capolavoro d’animazione Spider-Man: Un nuovo universo del 2018, di cui Lord e Miller sono stati due dei produttori.
Per una questione conflittuale riguardante i diritti, però, sembra che un revival della serie sia stata impossibilitato a sopraggiungere per un lungo periodo di tempo.

“Cameo” dei personaggi di Clone High nel film “Into the Spiderverse” (Un nuovo universo), sotto forma di cartellone pubblicitario.

Avanti veloce sino al luglio 2020, e finalmente la lieta novella: Clone High avrà un reboot.

È ancora ignoto praticamente qualunque dettaglio riguardante come sarà, che cosa tratterà, e quanti dei personaggi originali vi prenderanno parte. Ad esempio: sarà un seguito diretto (cosa che sarebbe in verità assolutamente proponibile e persino perfetta, considerato il modo in cui finì la serie anni addietro)? Oppure verrà reinventato da cima a fondo? Considerando che è stato la causa della sua cancellazione la prima volta, Gandhi sarà presente? Verrà semplicemente eliminato dal palinsesto o magari, secondo le intenzioni originali, sarà confermato essere il clone di una persona completamente diversa?

Per il momento non abbiamo ancora una risposta a questa e altre domande. Siamo solo a conoscenza del fatto che il reboot è in lavorazione e diversi degli autori originali, tra cui gli stessi creatori, fanno parte del progetto.

Sappiamo per certa solamente una cosa.

Clone High sta tornando.

E sarà magico.

High five, gente!

Per chi è intenzionato a recuperare la serie originale nel mentre, la si trova completa in questa playlist (solo in inglese):

 

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