Mystery Skulls e la maestria della narrazione visuale

Era il 2014. Su YouTube, nel canale del creatore di contenuti MysteryBen27 (all’epoca ancora conosciuto come “Pyro Wolf”), animatore da web sino ad allora principalmente noto per le sue animazioni parodiche, usciva un nuovo video.

C’era però una differenza rispetto alla sua solita produzione: in questo caso si trattava di un progetto ufficialmente riconosciuto e commissionatogli; nel caso specifico, da un dj e cantante americano di nome Luis Dubuc, conosciuto con il nome d’arte di Mystery Skulls. Egli aveva avuto modo di riconoscere il talento di MysteryBen nei suoi video precedenti, particolarmente un’animazione divenuta piuttosto popolare con in sottofondo una delle proprie canzoni.

L’intento di Dubuc era che per uno dei suoi singoli, dal titolo di “Ghost“, venisse realizzato un video musicale completamente animato, corredato di una effettiva trama a contorno e una narrazione perfettamente a ritmo di musica. Il progetto prese più tempo del previsto – tanto che, nel mentre, Dubuc commissionò a terzi un altro video musicale in live action, che si trovò ad essere ultimato e pubblicato per primo -, ma non per questo si fermò.

Alla fine, MysteryBen e la striminzita squadra di collaboratori alle sue spalle terminarono l’animazione, la quale venne comunque considerata un video musicale “ufficiale” della canzone.

Copertina del video musicale di “Ghost”, il primo della serie.

*ATTENZIONE: SPOILER A SEGUIRE PER IL VIDEO MUSICALE DI “GHOST”*

Il prodotto inizia come apparente parodia della celeberrima serie animata Scooby Doo, con in qualità di protagonista un gruppo di investigatori del paranormale, palesi citazioni di membri della “Scooby Gang”: un “clone” di Velma Dinkley, uno di Shaggy Rogers e uno dello stesso cane Scooby, per quanto tutti siano sufficientemente caratteristici e caratterizzati da non far gridare al plagio. I tre si ritrovano a visitare un maniero infestato e, nel corso della loro esplorazione, incontrano un bizzarro ma potente fantasma: un imponente scheletro ben vestito con una particolare pettinatura a pompadour, che mostra una certa animosità, per il momento non spiegata, nei confronti del personaggio ispirato a Shaggy. Ne segue una fuga che, dal punto di vista dello spettatore, si interrompe con un flashback: si scopre che i tre amici (due più cane) erano originariamente quattro, e che un tempo vi era anche un personaggio ispirato a Fred Jones della Scooby Gang classica. Durante una loro visita in una grotta, però, “Shaggy” venne posseduto da una misteriosa entità, cosa che lo portò a uccidere “Fred”, spinto forse dall’invidia (la vittima e la ragazza del gruppo stavano infatti insieme, cosa poco gradita al “terzo incomodo”). Diviene quindi ora chiaro che il fantasma che sta inseguendo il trio nel presente non è altri che un redivivo “Fred”, assetato di vendetta, ma spinto dall’amore che ancora prova per la sua fidanzata non riesce a portarla a compimento davanti a lei. I tre investigatori fuggono, mentre lo scheletro fantasma li osserva allontanarsi tristemente, mirando una vecchia foto di sé stesso insieme alla sua ragazza, per poi versare una lacrima e infine scomparire nel nulla.

*FINE SPOILER*

Il successo fu immediato e travolgente. Le visualizzazioni si accalcavano una dopo l’altra, e non ci volle molto prima che si arrivasse a formare persino un piccolo “culto” attorno al progetto, con tanto di discussioni in merito alla storia presentata, i vari dettagli che potevano sfuggire a una prima visione e speculazioni su come sarebbe potuta proseguire. Del resto, era un lavoro obiettivamente realizzato con i fiocchi, considerandolo come produzione “da web” ma non solo: animazioni fluide, per quanto comunque grezze rispetto a un progetto professionale; ambientazioni e character design ben delineati; una storia intrigante, sviscerata tramite una narrazione puramente visiva splendidamente eseguita, che sfruttava la musica per accentuare le varie scene, mantenendo però una preponderanza della rappresentazione figurativa nello svolgersi del racconto.

Il video non era stato pensato per avere seguiti: secondo le intenzioni iniziali degli autori, avrebbe dovuto essere un semplice video musicale stand-alone, per quanto lasciasse diverse faccende in sospeso a livello di trama. Vista l’esplosione di popolarità, però, Luis Dubuc e MysteryBen decisero che avrebbero potuto creare qualcosa “di più” da questa collaborazione. Venne dunque annunciato che la storia di “Mystery Skulls Animated” sarebbe proseguita, andando a comporre una vera e propria saga ad ampio respiro in formato di pentalogia (cinque video in totale, compreso quello già uscito).

Pur se con aggiornamenti sporadici, dovuti al fatto che quello dell’animazione è un procedimento lungo e laborioso, tutto è in effetti proseguito come doveva essere: dal 2014 ad oggi sono usciti quattro dei video componenti la serie, ognuno presentante una progressione della storia iniziata nel primo capitolo.

Così come il capostipite, ogni video utilizza come sottofondo una (o in alcuni casi anche due) delle canzoni di Mystery Skulls, la quale viene perfettamente inserita nel contesto della trama. Ciò potrebbe suonare ovvio e banale, dal momento che tali animazioni sono costruite in primo luogo attorno ai pezzi musicali, ma sarebbe molto facile scadere nel mero AMV (Animation Music Video) di bassa lega. In questo caso, invece, riesce a trasmettere la sensazione di essere una fusione in piena regola di sonoro e visivo, una coesistenza basata su un bilanciamento perfettamente dosato in cui la musica è da una parte “semplice” colonna sonora, ma dall’altra diviene fondamento uditivo a completamento dell’esperienza.

Frame del primo video, in cui è possibile notare la cura per il dettaglio nei fondali di quello che, a conti fatti, all’epoca era ancora poco più di un progetto amatoriale.

Da specificare, infatti, che, in quanto video musicali, non contengono dialoghi o parole (escludendo l’ultima pubblicazione, per quanto pure lì siano elementi marginali e ridotti al minimo), e il “succo” della storia è fondamentalmente dato dalle immagini che vediamo su schermo. Per la serie di Mystery Skulls Animated, però, ciò non rappresenta una mancanza, poiché si percepisce quella che si può considerare un’autentica maestria nella messa in scena degli avvenimenti, nella loro rappresentazione, o anche nei cambi da una scena all’altra, ogni volta adeguatamente basati sul ritmo musicale vigente ma al medesimo tempo da esso indipendenti. Si forma così un fluire di scenari e azioni, magnificamente animati (la qualità si è in effetti raffinata nel corso degli anni, tant’è che nell’ultimo video pubblicato rasenta quella di una produzione televisiva ad alto budget), che forniscono un’esperienza a tutto tondo per gli spettatori.

Naturalmente, nulla di tutto ciò è davvero nuovo o completamente originale. La Walt Disney Company faceva qualcosa di simile con le proprie Silly Symphonies nella prima metà del secolo scorso. Nel caso di Mystery Skulls, però, si potrebbe dire che si tratta di un miscuglio tra il concetto classico e una moderna serie televisiva a puntate, con pochi eguali a livello tematico che vi possano rivaleggiare.

Manca ancora un video prima della fine del viaggio. La sua uscita non sarà però certamente dietro l’angolo, dal momento che l’ultimo aggiornamento della saga risale appena ad Halloween 2020. In ogni caso, anche così com’è ora rappresenta un pregevole esempio di progetto da web, la cui popolarità, nonostante a conti fatti ancora racchiusa all’interno di una “nicchia” (per quanto si possa considerare tale un prodotto con milioni di visualizzazioni), non ne diminuisce l’importanza e, nel suo piccolo, l’imponenza.

Un recupero imprescindibile per tutti gli amanti della buona musica e dell’animazione, a dispetto del fatto che si sia o meno particolari conoscitori tanto dell’una quanto dell’altra.

È possibile visionare la serie completa dalla playlist ufficiale:

 

 

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