To Be Continued – Il disincanto di una generazione “super”

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Il concetto di una società in cui tutti (o perlomeno un gran numero di persone, se non la maggioranza) hanno dei superpoteri non è certo una novità, nel panorama della cultura pop.

Molto seguito nel mondo dei fumetti giapponesi moderni è My Hero Academia, manga ad ambientazione scolastica realizzato da Kōhei Horikoshi, il quale, pur non particolarmente originale nella sua strutturazione, è assurto a una grande popolarità anche per via dello sviluppo intrigante dello spunto di partenza, dei personaggi e del proprio worldbuilding.
Prima di esso, sempre a tema scolastico, vi è stato, poi, Sky High – Scuola di superpoteri, film americano del 2005 che aveva come protagonisti ragazzini “super” instradati in una scuola adibita al miglioramento nell’utilizzo delle loro capacità.
Nel mondo internazionale delle produzioni web spicca invece unOrdinary, serie a fumetti pubblicata sulla piattaforma Webtoon, che presenta una società altamente classista, in cui le gerarchie delineate dal livello raggiunto con i propri superpoteri significano tutto, tanto nel mondo dei ragazzi quanto in quello degli adulti.

Su una scia simile, anche l’Italia ha avuto un progetto multimediale basato su questo incipit. Trattasi di To Be Continued, webcomic scritto e disegnato da Lorenzo Ghetti con la collaborazione tecnica di Carlo Trimarchi e Mauro Nanfitò, pubblicato dal 2014 al 2017, che rappresenta molto più di un semplice fumetto impaginato online come se fosse una mera trasposizione dalla carta al web.

Logo del webcomic.

To Be Continued è in effetti una sperimentazione continua di metodologie di visualizzazione, una pedissequa sfida nei confronti di ciò che è reso possibile attraverso gli strumenti e i linguaggi del web. Si va infatti da parti in cui c’è una progressione delle tavole piuttosto lineare, a capitoli in cui la direzione di lettura forma parabole in diagonale o a zigzag nello spazio di tutta la pagina; ci sono episodi scritti tali e quali a una pagina di Wikipedia, altri impaginati come se facessero parte di un fantomatico blog o della home di un social media, o ancora in cui si fa utilizzo di file audio e video. Diversi linguaggi informatici si mescolano di capitolo in capitolo, contribuendo a rendere la lettura mai noiosa e ad alzare la curiosità su quali saranno i prossimi espedienti che verranno sfruttati.

Per quanto sia la caratteristica che risalta a una prima occhiata, però, la struttura formale del progetto non è certamente l’unica cosa che emerge di esso. Un fumetto ben disegnato o con idee innovative sul piano della composizione potrà forse lasciare il segno anche solo per questi fattori, ma è soprattutto quando è corredato da una buona storia o tematiche interessanti che supera davvero l’esame del tempo.

Dunque, di che cosa parla esattamente To Be Continued ?
Seguendo il trend del genere, i protagonisti sono dei giovani, sebbene di un pizzico più grandi rispetto a quella che è l’età media dei protagonisti di questo tipo di opere (i quali sono generalmente in periodo scolare).

Nel mondo di To Be Continued, i primi superuomini apparvero intorno agli anni cinquanta-sessanta, dando vita a scenari non dissimili da quelli che sono da noi iper-conosciuti tramite i fumetti di case editrici come Marvel e DC: continue lotte tra il “bene” e il “male”, tra supereroi e supercattivi, per il destino del pianeta o semplicemente del vicinato.

Nella modernità, però, questi tempi sono oramai lontani. La supercriminalità è stata (apparentemente) debellata, il mondo è in pace e pare che non ci sia più nulla di davvero importante da fare per i superumani contemporanei, i quali tra l’altro stanno diventando sempre più deboli generazione dopo generazione, tant’è che confrontati anche solo con i genitori i loro poteri impallidiscono. Tutto ciò che rimane per la grande maggioranza di essi è frequentare apposite accademie in cui sviluppare le loro potenzialità, così che quantomeno posseggano un’infarinatura di base in merito a ciò che li aspetta nel mondo “reale”. Nelle nuove generazioni è quindi diffuso un generalizzato malessere, che si palesa in un sentimento di inferiorità nei confronti dei propri predecessori e nella percezione della mancanza di un vero e proprio obiettivo, di uno scopo per il futuro.

È per l’appunto questo il tema principale dell’opera, soprattutto ai suoi inizi: la ricerca di un senso da dare alla propria vita, l’assenza di una grande meta ultima che dia significato all’esistenza dei vari personaggi. Vivendo in una società perlopiù sicura, la maggior parte di essi sente che non potrà mai dare pieno sfoggio delle proprie capacità. Inoltre, per via del sempre più accentuato distacco generazionale, la frustrazione, l’inadeguatezza e il timore di non essere all’altezza sono sentimenti comuni tra i ragazzi e le ragazze del mondo di To Be Continued.

In una sequenza del fumetto, un professore spiega in pillole la storia recente dei supereroi di quell’universo fittizio.

La mancanza di un proposito grandioso a cui aspirare, come per esempio poter sfruttare i propri poteri per fare davvero la differenza ed essere seriamente d’aiuto alle persone, ha portato molti giovani a crearsi un mondo tutto loro, fatto di apparenze e superficialità: una sorta di teatrino in cui, recitando copioni preimpostati, gruppi di cosiddetti “supereroi” compiono mirabolanti “imprese” a solo beneficio delle telecamere, di volta in volta fingendo scontri, rivalità, alleanze, tradimenti, il tutto rigorosamente documentato anche per mezzo dei loro profili social, gestiti senza un minimo di spontaneità ma per puro desiderio di popolarità. Insomma, un misto tra il concetto del wrestling, intrattenimento basato su eventi pianificati e predeterminati, e l’ambiente degli influencer online.

Sono tutte tematiche assai attuali, rielaborate certamente in salsa fantastica, che però affondano le radici in effettive situazioni del mondo reale. Capita per l’appunto che molti giovani si sentano impotenti di fronte a una società che li sovrasta e in cui percepiscono di non avere tutte le opportunità delle generazioni precedenti, chiudendosi alle volte in una mentalità di autocommiserazione e rassegnazione. Essendo l’autore anch’egli un millennial, è probabile che vi sia un fondo autobiografico nell’opera, o che quantomeno abbia assorbito da esempi a lui vicini i concetti che lo hanno portato a raccontare ciò che ha scritto (e disegnato).

Nel prosieguo di To Be Continued (il fumetto è composto da un totale di tre “stagioni”, ognuna dotata di un certo numero di capitoli), le cose si faranno più “classiche”, con una vera e propria trama orizzontale e situazioni più “da fumetto”, per così dire; ma non si perde mai la sensazione che il vero fulcro della serie fosse la prima stagione, di per sé autoconclusiva e in cui le tematiche sviscerate sino ad ora trovano sfoggio in tutto la loro potenza, pur non venendo abbandonate del tutto anche in seguito.

Insomma, un’opera di tutto rispetto del panorama fumettistico italiano, che riesce a distinguersi tanto per la sua originalità (a dispetto dell’abusato incipit) quanto per la facilità con cui ci si potrà identificare un certo target in particolare, per quanto rimanga una lettura pienamente apprezzabile anche su un piano più generale per via della sua fattura e peculiarità.

È possibile iniziare a leggere To Be Continued e i progetti a esso correlati a questo indirizzo.

 

 

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